SEMI • MANIFESTO

1.  SEMI è una base, il posto di lavoro che ho immaginato

2. SEMI si apre alla cooperazione leggera e al dialogo costruttivo

3. SEMI crede che l’unione generi forza

4. SEMI ospita persone che cercano, desiderano, creano, agiscono

5. SEMI si prende cura delle relazioni e poco dei contatti

6. SEMI scommette sulla creazione e non sulla produzione

7. SEMI si offre per diventare terra di scambio, progettazione e crescita

8. SEMI è un cerchio di intenzioni puntiformi pronte a connettersi e a fare luce

9. SEMI è uno spazio dove presentarsi, rompere il guscio, impazzire di gioia

10. SEMI esibisce bellezza senza pudori

11. SEMI si riconosce nell’incontro con l’Altro

12. SEMI vive delle energie che lo abitan*

13. SEMI non sa

14. SEMI è un armadio sperimentale

semi armadio sperimentale manifesto uova

PERCHé SEMI?

Come ho già scritto il nome SEMI mi accompagna ormai da qualche tempo.
E’ il plurale di seme, l’organo riproduttivo delle piante e in senso figurato anche il principio primo o l’origine di uno sviluppo potenziale.
Analogamente SEMI si antepone ad alcune parole per significare “metà, mezzo”.

Lo studio al 101 di via Dolzino occupa in facciata la parte sinistra, una delle due metà speculari rispetto al portone centrale d’ingresso al palazzo. In più lo spazio al suo interno è diviso in due sale comunicanti.
La parte più riservata, sul retro, è il mio laboratorio.
Il salone con il soffitto dipinto, al quale si accede dalla via, è uno contenitore ibrido, pulito e aperto.

Tra una stanza e l’altra il passaggio è liquido di specchi. Scorre un fiume che lambisce, separa e allo stesso tempo connette le due rive di me.

 

semi ritratto specchi occhi

Foto di Sara Meliti

DENTRO SEMI

Da domani mi troverete da SEMI.

Per qualche giorno ancora mancherà l’insegna, l’allestimento è e sarà sempre in divenire, ma una data per aprire andava pur decisa. Il giorno del solstizio d’estate (domani alle 23.43) mi sembra luminoso per iniziare.

Queste foto sono state scattate da Sara Meliti sabato 6 giugno. Se volete vedere come si è trasformato lo spazio dopo due settimane, venitemi a trovare. Io vi aspetto.

 

semi salone

semi passaggio specchi

semi laboratorio

semi giardino

SEMI • IL MANDALA PANTESCO

La prima volta che a febbraio dell’anno scorso misi piede in questo luogo con l’intenzione di valutare le possibilità di farci qualcosa, dietro la porta, sull’ingresso, c’era una moquette appiccicata al pavimento.
Un lembo era praticamente sollevato e ne approfittai per guardare cosa ci fosse sotto. Un cerchio metallico era immerso in una grossolana colata di cemento dalla forma irregolare.

Quando due mesi dopo andai a Pantelleria raccolsi sulla riva dell’Arenella e nelle strade di campagna cocci di piastrelle smaltate, cementine e graniglie, pensando a SEMI, anche se nulla ancora era stato deciso.
Dentro due cartoni sono volate polverosamente fino a qui.

Grazie alla competenza e alla collaborazione dell’amica mosaicista Raffaella Tosi, abbiamo ricomposto tutti quei frammenti in una forma organica, piana e armoniosa.
Una pratica che in quei giorni di febbraio è stata di grande aiuto per tenere assieme i tanti pezzi sofferenti di me.

Così abbiamo innestato mattonelle di Pantelleria nella pietra ollare della Valchiavenna.
Chissà che frutti darà questo albero?

semi mandala pantesco