Le FŪRIN di SEMI

Le FŪRIN, nome composto da “” – vento – e “rin” – campana, sono oggetti rituali della tradizione giapponese.

Oltre ad allietare il paesaggio sonoro, vengono impiegate per il benefico potere di tenere lontane le energie negative.
Si dice che alleggeriscano e purifichino l’ambiente domestico.

Vengono infatti appese vicino alle finestre e sotto i portici, oppure agli alberi del giardino.

Alla campana in ghisa è solitamente legata una carta di riso con dei kanji – i tipici caratteri nipponici – che recitano parole di buon auspicio.

 

furia di semi

Le FŪRIN DI SEMI sono 15 pezzi unici numerati, create da me. E’ una collezione nata dall’assemblaggio di originali campane giapponesi unite a carte a mano cotone che si connettono ad antiche penne “da cappello” degli anni ‘30.

Ogni carta porta un segno vitale dato dall’impronta di baccelli d’oleandro e sull’altro verso la possibilità di una parola, un pensiero, per voi stessi o per qualcuno che amate.

Cosa state aspettando?
Venite da SEMI a Chiavenna ad ascoltare il loro suono e farvi ispirare per i vostri speciali doni di Natale.

Possono inoltre essere spedite senza alcun pericolo di danneggiamento, quindi non esitate a contattarmi, cercherò di esaudire le vostre richieste.

Questo è il suono della n.1/15 poco prima di essere preparata per il suo viaggio verso Trieste.

 

Vi arrivi un dolce saluto da SEMI.

SEMI | ARTE A MANO APERTA (habemus Pay Off)!

Da questa mattina sulla porta e sulla vetrina di SEMI ci sono tre nuove vetrofanie.

porta semi payoff

vetrina semi playoff

 

Grazie al lavoro e al supporto di Cristina De Agostini di Playdesign che l’anno scorso ha creato il logo, ora è finalmente emerso anche il Pay Off, ovvero il “sottotitolo” del marchio SEMI.

 

marchio semi payoff

ARTE 

A MANO

APERTA

Il campo di SEMI è quello dell’ARTE, un terreno vasto che si coltiva con le mani e dove si seminano energie a spaglio, A MANO APERTA.

Sono 3 punti, 3 A, 3 inizi.

SEMI, tra un cerchio d’Aria e un orizzonte di Terra.

In un Tempo, che segna ogni ritmo.

 

 

Due manifesti, due percorsi!

L’autunno è arrivato e la porta di SEMI si chiude.
Mi rendo conto con un poco di rammarico che la soglia, con il freddo, diventa più difficile da varcare.

SEMI però è aperto e comunque visitabile…se le luci sono accese io sono al lavoro e chiunque è benvenuto.
Non preoccupatevi, quando desidero non essere disturbata dò un giro di chiave!

Sono quindi a proporvi occasioni per entrare, per trascorrere un tempo piacevole per voi in uno spazio dedicato alla sperimentazione e alla bellezza. Per provare la gioia e la vitalità del viaggio alla riscoperta del proprio segno spontaneo oppure per progettare un oggetto compagno, unico e dal potere benefico.

Gli incontri sono individuali e privati, per consentire e agevolare una sincera libertà d’espressione.
Io sono pronta ad accogliervi, a mani aperte.

 

Performance collettiva RABBIA GABBIA

A febbraio Giovanna Maroccolo mi ha chiamato dal Messico per propormi di partecipare alla call da lei ideata per supportare la campagna #stopcasteller.
Le risposi che mi sarei presa il tempo per lasciar emergere qualche immagine, ma per molte settimane non successe nulla.
Mi ricordo che la mattina stessa del giorno in cui avevo deciso di chiamarla per dirle che purtroppo nessuna idea si era affacciata, mi si presentarono con sonora evidenza due parole, in maiuscolo: RABBIA e GABBIA.
Mi sono apparse nella loro inequivocabile e stretta interconnessione, legate da un nesso di causa effetto reciproco che mai mi era sembrato così palese.
Anche in lingua inglese, le due parola RAGE e CAGE producono nella loro somiglianza lo stesso suono arrotato e gutturale.
A seguire si è sviluppata una serie di immagini, le stesse che cercheremo di rendere azione presente nella performance che porteremo sabato nel centro di Chiavenna.
Quindi vi invitiamo a venire ad assisterci e a scoprire quello che succederà, dalle 18.00 in poi a Chiavenna, in piazza San Pietro.
Con piacere allego il testo della curatrice Giovanna Maroccolo
RABBIA GABBIA

performance collettiva di Silvia Del Grosso
Performance selezionata nell’ambito della open call per artistə promossa da Fusion Art Center e Assemblea Antispecista a supporto della campagna “Stop Casteller”, che nasce nel 2020 per opporsi alla persecuzione degli orsi in Trentino.
 

Questa collaborazione nasce con l’obiettivo di interessare la comunità artistica nazionale e internazionale rispetto a temi quali la convivenza interspecie, lo sfruttamento animale, la relazione con il selvatico, le speculazioni economiche a danno dell’ecosistema animale. Nello specifico punta la luce sui fatti che da anni coinvolgono la provincia di Trento nella gestione e convivenza con l’orso bruno, reintrodotto nelle montagne Trentine nel 2000, attraverso il progetto “Life Ursus”.


La performance inedita RABBIA-GABBIA rappresenta un’evoluzione nella pratica dell’artista, che negli ultimi anni ha lavorato sul tema dell’invisibilizzazione dei corpi non umani nel loro stato di prigionia. Questa azione rappresenta infatti il continuo di un progetto triennale, “Voi Siete Qui”, che l’ha vista impegnata nello stesso territorio attraverso la realizzazione di performance collettive walk-based che indagavano e mettevano a nudo le contraddizioni presenti nell’immaginario collettivo rispetto alla relazione con il non umano, in luoghi naturali ma fortemente atropizzati.
La performance avrà luogo nel centro di Chiavenna e sarà ancora un’azione collettiva e corale, critica ma estremamente simbolica. Tenterà, attraverso la dimensione rituale dell’arte, di carbonizzare in uno stesso gesto sia la gabbia simbolica dello sfruttamento animale, sia la rabbia che la abita.