Le nostre origini sono sempre in un altro luogo. C’è sempre qualcuno, nella nostra famiglia, che è arrivato da un altrove. Con abiti che appaiono strani ai nostri occhi. E’ sempre in un altro luogo che cerchiamo le nostre radici. Non è mai un viaggio semplice, una gita dove si va con una camicia bianca e degli occhiali da sole, con il passo lieve e il cuore leggero. Forse perché quando si compie quel viaggio ci si espone al rischio del fallimento, alla consapevolezza che quel che si visita, che si desidera comprendere più a fondo, in realtà è una chimera. Il luogo che si visita, che si desidera comprendere più a fondo, perché è il luogo da cui proveniamo, rimane celato e inspiegabile. Ma quel viaggio, seppure possa certificare l’impossibilità di risalire alle origini, non appena si conclude comincia a prendere di nuovo, senza neppure sapere come, la forma del desiderio, del bisogno di tentare ancora, di colmare quel vuoto, di afferrare quel che non si è riusciti ad afferrare. E di partire ancora una volta.
Federico Pace, Controvento
Un divieto d’accesso abbattuto. Verde/bianco/azzurri e piccoli tubi. Pelle. Erik Satie.
