Nel Duecento san Tommaso d’Aquino, speculando sulla natura del tempo per gli angeli e richiamandosi a una tradizione neoplatonica, ripristinava l’antica nozione di aevum per indicare la durata delle anime umane e di altri esseri celesti. Era quella una durata intermedia tra il tempo finito e l’eternità, dato che aveva un inizio ma non una fine.
George Kubler, La forma del tempo

