
Esiste un luogo meraviglioso dove mi sento minuscola, molto ma molto vicina alla terra.
Eppure quando sono lassù provo anche una qualche vertigine, la sensazione di stare ad osservare le cose dall’alto e da una certa distanza.
Spicco il volo ondeggiando spensierata insieme a una farfalla o posteggio tra petali rosa, facendo ronzare i cuscini di timo in fiore .
Divento nero grillo e sbuco sospettoso dalla tana operata nel terreno, per un trillo fugace.
Deposito il mio volume rosso di coccinella su uno stelo d’erba e sto ad oscillare all’ombra, misurandomi con la gravità.
Nell’insondabile abbraccio tra terra e radici cerco pace.
La specie che rintraccio a Pua, rarissima, non è generata dal caso. Un uomo nelle cui vene scorre linfa la coltiva amorevolmente.
Grazie alla grande qualità di presenza, è in grado di assecondare spontaneamente le piante ed i semi dei quali si prende cura.
Parlano lo stesso idioma e si intendono sui tempi dell’attesa e l’incedere delle progressioni vegetative.
Questa comunione profonda si esprime su una lunghezza d’onda a frequenze armoniche, dolcissime.
Saul Caligari è un maestro che dirige con grazia questa verde orchestra d’ali e io gli sono davvero grata per la sua capacità di andare oltre e condividere.
Per la gioia senza prezzo che produce in chi sa sostare nell’ascolto.

Foto di Susanna Pozzoli



