18 Maggio 2017 silvia

52 uova e un armadio con le zampe

Il 21 settembre 2012 negli spazi del ristorante Crotasc di Mese celebravo la felice collaborazione con Mamete Prevostini allestendo una mostra personale della durata di una sera.
Il suo vino bianco Opera del 2011 era stato messo in bottiglia e vestito con un’immagine dai toni verdi e azzurri, quelli del solfato di rame stratificato sui pali della vigna di Italo Iacomella, colti in un scatto fotografico.
Lui stesso me li regalò quattordici anni fa e ancora li conservo gelosamente.
Fu in quella occasione che, insieme ad altri pezzi inediti, per la prima volta e fugacemente presentai il Tavolo sperimentale.

tavolo sperimentale crotasc

Foto di Giampiero Pucciarini

 

Poi nell’autunno del 2015 fu la volta della collettiva X, organizzata per i dieci anni del gruppo Wasistdas presso l’ex convento delle Agostiniane di Chiavenna e curata da Salvatore La Vecchia. Dopo tre anni di buio negli scatoloni, le 52 uova sospese all’interno delle campane tornavano a rivedersi allo specchio, tutte insieme sul grande tavolo nel luogo che fu il refettorio delle suore.
Di nuovo alla luce le 52 ipotesi di me, declinate nel moltiplicarsi infinito dei riflessi e degli sguardi.

tavolo sperimentale agostiniane

Fin da allora, dopo il ritorno a casa, sono state prigioniere. Ma oggi pomeriggio i cartoni si sono improvvisamente aperti.
L’uscita sembra finalmente libera, a tempo indeterminato, senza cauzione.
Nel primo bozzetto in cui mi sono apparse erano disposte in un armadio. Questo che le accoglie, hic et nunc, è un tempio zoomorfo sorretto da colonne tortili con grappoli d’uva.
Al Deposito del vento io e le altre ci potremo guardare negli occhi quando vorremo, godendo della polvere, dell’aria e della luce.
Mentre il tavolo, sempre con noi, presterà ora la sua superficie a nuove sperimentazioni.

armadio sperimentale

P.S. Sì, lo so che nella foto le zampe non si vedono. Però ci sono gli occhi. E il naso.

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