Saremmo saliti in auto questa mattina all’alba, con la pioggia battente a schiaffi di vento.
La partenza era prevista alle 8.40 dall’aeroporto di Orio al Serio.
Subito dopo aver imbarcato i bagagli avremmo fatto colazione, probabilmente condividendo quel panino con verdure grigliate e pomodori secchi che spacciano nel bar a fianco dei banchi del check-in.
Certamente ai controlli mi sarei fatta sequestrate l’ennesimo coltellino svizzero lasciato nello zaino.
Alle 10.25 l’arrivo a Palermo. Qui l’attesa sarebbe stata più lunga, ma siamo ormai preparati.
Per tirare il tempo fino alle 16.35, orario di decollo del volo AZ 1810, mi sarei munita di libri, una (o più) Moleskine per gli schizzi e gli appunti di viaggio, dell’acqua e qualche snack mai memorabile scovato al Duty free. Il Pezzini avrebbe acquistato TuttoSport o Parole crociate e almeno un giallo del commissario Maigret. Le previsioni non danno vento troppo forte, forse l’aereo non sarebbe partito in ritardo. Ma fonti molto aggiornate parlano di Muffura e scarsa visibilità.
Quindi di nuovo su nell’aria, dall’oblò avremmo come sempre atteso che emergesse dal mare quella traccia materica di pietra nera e biancori che è l’Isola che amiamo, commossi che fosse ancora lì, forte della sua ancestrale bellezza. Ora la immagino accesa di fioriture squillanti.
Saremmo giunti a destinazione attorno alle 17.20.
Atterrare a Pantelleria e lasciarsi investire dal suo profumo di ferro bruciato e sale: come sentirsi interi.
Per poi prendere lentamente a bordo di una vecchia Seicento la strada per Scauri, direzione sud-ovest: Dammusi Sciuveki la nostra meta, la nostra casa.
Oggi laggiù il sole tramonta alle 19.58.
Video girato il 18 novembre 2016
