13 Aprile 2017 silvia

Bruno e la felicità

Torno a visitare la mostra antologica di Bruno Dell’Ava (aperta solo fino al 16 aprile) , prima alla Cà Rossa e poi alle cantine del’Ex Convento Immacolata.
Qui il giorno dell’inaugurazione mi colpirono soprattutto due suoi lavori e li voglio rivedere, perché li voglio ricordare.
Nella memoria mi erano rimasti colori pieni di luce, di un’intensa delicatezza primaverile. Che meraviglia scoprire queste tonalità nella Pittura di Bruno! La sera stessa avevo parlato del mio stupore all’amico Artista Piero Pucciarini e lui conosceva il titolo del mio pezzo preferito, datato 1983: Quadretto felice. Sono molto felice anche io, di contattare una disposizione gioiosa, per me inedita nella sua produzione,  attraverso i verdi freschissimi e squillanti e quell’occhio rosa, di un essere marino che sorride.

Arrivo alla Cà Rossa e rimango su una tela del 1977, protagonista una chiesa. I toni hanno una temperatura rarefatta e soffusa, ricordano quelli dei quadri citati prima, ma con più controllo. Lo sguardo saltella da una campitura di colore all’altra, godendo dello squisito equilibrismo.
Il soggetto mi è sembrato famigliare, credo di poter dire infatti che si tratti della chiesa parrocchiale di Gordona. Mi chiedo se sia stato un lavoro en plein air, con Bruno a dipingere dal vero, in una piazza inondata di luce rosa, ma forse l’ipotesi è poco probabile.

All’uscita mi soffermo a leggere le sue parole, che ancora raccontano di una grande libertà espressiva e intellettuale:

Caro Bruno, io ti mando un saluto e un grazie da quaggiù.

 

 

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