14 Aprile 2017 silvia

Happy birthdays!

Da gennaio Cristina ed io lavoriamo a questa creatura. Lei riesce a dare forma ai miei contenuti, fin dai tempi lontani in cui digitalizzò per intero la mia tesi di diploma d’Accademia, che io avevo battuto a macchina.
Non ci siamo poste un termine per l’apertura alla rete del sito, confidando in una gestazione fluida e spontanea.
Ogni cosa ha fatto il proprio corso e oggi le nostre date di nascita coincidono felicemente.
Desideravo cominciare il viaggio portandomi un ritratto e il caro amico Max Botticelli mi ha esaudito regalandomi la sua visione.
Nella foto che ha scattato non sono sola.
Gli amuleti che porto sulla pelle mi parlano quotidianamente delle mani da cui provengono, quelle di due donne speciali conosciute grazie alla connessione globale.
Entrambe artiste, i primi contatti con loro risalgono alla primavera del 2014, periodo in cui maturai un’idea di cambiamento.
Al nostro primo incontro Francesca Amato Arragon mi affidò una conchiglia, con la promessa di renderla un giorno, insieme, al mare del Marocco dal quale proviene. Grazie a lei e a Ruggero Mantovani nel mese di dicembre di quell’anno prese le mosse il progetto In case of loss, che atto dopo atto si è evoluto, guidandomi con lui fino ad ora.
Si sta avvicinando il suo quarto movimento, quello finale.
Simone Vera Bath, che ancora non ho avuto il piacere di incontrare di persona, ha realizzato il mio anello uovo a distanza, concordando ogni dettaglio al telefono.
Fu un’operazione spregiudicata la nostra, ad unirci il solo obbiettivo di dare tre dimensioni ad un mio disegno a matita fatto a Pantelleria l’anno prima. Una grande scommessa sulla fiducia, vinta il primo di luglio del 2014 quando l’anello scultura mi venne consegnato dal corriere.
Scopro lunedì 10 aprile 2017, preparando lo shooting nello studio di Max, che lei risulta essere una sua carissima amica. Prima che facessi il suo nome, lui aveva già riconosciuto una creazione di Simone.

Invisibili, in questa immagine ci sono le note dell’album Eusa di Yann Tiersen.

portrait me max

Foto di Max Botticelli

Di questo voglio raccontare nel mio spazio virtuale: delle presenze che mi sfiorano e di quelle che si innestano, delle folgoranti e nutrienti interazioni, dei bagliori inattesi di luce, dei luoghi dove mi conduce l’immaginazione, dei resti di infinito raccolti lungo la strada.
Questo sito sarà uno strumento utile a tracciare una mappa del mio esistere e un’arma per contrastare l’azione erosiva del tempo.
Un osservatorio dal quale avvistare quello che accade dentro e intorno a me.
Una membrana osmotica tra passato e futuro.
L’irrinunciabile tentativo di salvare memorie su una nuvola effimera.

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